Con oltre 700.000 spettatori e 350 milioni di euro di ricavi stimati, l’edizione 2025 del Roland Garros si appresta a stabilire nuovi standard per quello che è ormai diventato un caso emblematico di marketing sportivo di successo.
Sulla terra rossa di Parigi, ogni anno si gioca molto più che un torneo di tennis: si costruisce un ecosistema che coniuga sport, entertainment, business, branding e tecnologia. Un modello che cresce costantemente, ma che oggi si trova di fronte a una questione cruciale: la distribuzione della ricchezza generata. Da segnalare, infatti, che nonostante i numeri del Roland Garros siano da capogiro, solo una percentuale molto contenuta dei ricavi — appena il 16% — viene redistribuita ai veri protagonisti dell’evento: i tennisti. Un disequilibrio che sta alimentando una crescente polemica nel circuito del tennis professionistico.
Un evento globale in continua crescita
Il Roland Garros non è soltanto uno dei quattro tornei del Grande Slam: è un evento globale, una piattaforma di comunicazione tra le più efficaci al mondo, capace di attirare brand internazionali, fan da ogni continente e media coverage di livello planetario.
I numeri lo dimostrano: 710.000 spettatori nel 2025, contro i 675.000 del 2024, quindi parliamo assolutamente di un’edizione da record.
Ricavi totali stimati attorno a 350 milioni di euro, in crescita rispetto ai 338 milioni dell’anno precedente.
Una nuova fan zone di 5.000 mq in Place de la Concorde, progettata per offrire un’esperienza immersiva anche a chi non ha il biglietto per lo stadio.
Una seconda sessione serale per la semifinale maschile, pensata per ottimizzare la visibilità televisiva e le audience mondiali.
Questi dati fotografano una manifestazione che ha saputo evolversi, adattarsi e migliorarsi anno dopo anno, puntando sulla qualità dell’esperienza, sulla valorizzazione dei partner commerciali e sulla capacità di attrarre nuove fasce di pubblico.
Il marketing come leva strategica
Il Roland Garros rappresenta un esempio virtuoso di marketing sportivo applicato, capace di creare valore per tutti gli stakeholder coinvolti. Attraverso una strategia multicanale, l’organizzazione riesce a:
Fidelizzare il pubblico tradizionale e attrarre nuove generazioni di fan.
Garantire ampia visibilità agli sponsor, offrendo soluzioni personalizzate a seconda del livello di partnership.
Potenziare il brand Roland Garros come simbolo di eleganza, tradizione e innovazione.
La suddivisione dei ricavi mostra chiaramente come l’evento sia diventato una macchina economica articolata:
40% dei proventi proviene dai diritti televisivi, sempre più centrali in un contesto mediatico globalizzato.
33% circa arriva da biglietteria e hospitality, dimostrando quanto il pubblico sia disposto a investire per vivere l’esperienza dal vivo.
Il merchandising vale poco meno del 10%, ma è in costante crescita grazie a una gestione creativa e coerente del brand.
Il restante 20% è coperto dagli sponsor, che trovano nella manifestazione un palcoscenico di altissimo profilo.
Tra questi spicca BNP Paribas, storico main sponsor del torneo, con un contributo annuo stimato attorno ai 17 milioni di euro. A seguire, tra gli sponsor premium, figurano brand di prestigio come Emirates, Lacoste, Renault e Rolex, ciascuno dei quali investe circa 10 milioni di euro a stagione per legarsi al torneo parigino.
Il nodo del montepremi: una tensione crescente
A fronte di un ecosistema in continua espansione, il tema del montepremi comincia a rappresentare un punto di frizione sempre più evidente tra organizzatori e giocatori. Nel 2025, il montepremi complessivo è stato fissato a 56,3 milioni di euro, con un incremento del +5% rispetto ai 53,5 milioni del 2024. Una crescita, certo, ma che non tiene il passo dell’incremento dei ricavi globali del torneo.
Per fare un confronto:
US Open: quasi 70 milioni di euro di montepremi nel 2024.
Wimbledon: circa 60 milioni di euro.
Australian Open (2025): 58 milioni di euro, con un aumento dell’11,6% rispetto all’anno precedente.
Il Roland Garros si colloca dunque dietro agli altri Slam in termini assoluti, ma è il rapporto tra premi e ricavi a suscitare le critiche più forti: appena il 16% del fatturato viene destinato ai compensi per i tennisti, una quota che si inserisce in un range (10-20%) comune a tutti gli Slam ma comunque molto distante dai modelli di redistribuzione adottati in altri sport professionistici.
Negli sport americani, ad esempio, come la NBA, NFL o MLB, gli introiti vengono divisi in proporzioni quasi paritarie tra proprietà e atleti, che sono considerati co-protagonisti non solo sul campo, ma anche nel business. Un modello che garantisce maggiore equità e incentiva gli atleti a diventare veri e propri ambasciatori del brand.
L’appello dei giocatori: serve un nuovo equilibrio
Non stupisce che i principali tennisti del circuito ATP e WTA, ad eccezione di Elena Rybakina, abbiano firmato una lettera rivolta alle istituzioni tennistiche internazionali per chiedere un adeguamento dei compensi. L’obiettivo non è solo quello di aumentare i premi per i vincitori, ma redistribuire in modo più equo il valore generato da un evento che non esisterebbe senza i suoi protagonisti.
Oggi, chi vince il Roland Garros si porta a casa 2,55 milioni di euro, mentre chi esce al primo turno riceve 78.000 euro. Se si considera che questi importi devono coprire anche i costi di preparazione, viaggi, staff e coaching — soprattutto per i giocatori meno noti — la sostenibilità economica della carriera professionistica diventa un tema centrale.
La discussione non riguarda solo l’élite del tennis mondiale, ma tutto il sistema: dai top player agli emergenti, passando per le doppiste e i qualificati. Una distribuzione più equa potrebbe garantire un circuito più sano, più competitivo, più giusto.
Il futuro del Roland Garros: sostenibilità, equità e visione globale
Il Roland Garros è destinato a crescere ancora. Le scelte recenti — come l’espansione dell’area eventi, l’innovazione nel palinsesto delle partite, l’utilizzo dei media digitali per raggiungere nuove audience — indicano una direzione chiara: trasformare il torneo in un evento sempre più immersivo, globale e digitalizzato.
Ma questa crescita non potrà prescindere da una riflessione profonda sulla sostenibilità economica dell’intero sistema. Il successo del Roland Garros è oggi evidente sotto il profilo finanziario e commerciale, ma l’equilibrio tra business e sport va ripensato per garantire il futuro del tennis professionistico.
I dati sono inequivocabili: il valore c’è, ed è in crescita. Ma senza i giocatori, quel valore svanisce. È tempo che anche i modelli di distribuzione del reddito si evolvano, allineandosi con gli standard di trasparenza, equità e valorizzazione già in atto in altri contesti sportivi.
Conclusione: una grande opportunità per cambiare paradigma
Il Roland Garros 2025 è un manifesto del potenziale che il tennis ha nel XXI secolo: uno sport che unisce performance, spettacolo e impatto economico su scala globale. Tuttavia, per mantenere e accrescere questa posizione di leadership, sarà fondamentale ascoltare le istanze dei giocatori, ridefinire i rapporti di forza economici e fare del tennis un ecosistema dove il successo venga condiviso, non concentrato.
Il marketing ha portato il Roland Garros a livelli straordinari. Ora, è tempo che anche la governance e la distribuzione del valore siano all’altezza di questo successo.
