La televisione rimane ancora una volta regina tra i media più utilizzati dagli italiani, anche grazie alle nuove forme di fruizione che permettono una scelta quantitativa e qualitativa come non mai, nel contempo il web continua a crescere ed è ormai ad un passo dal piccolo schermo, trainato dal boom dei social.
Ma il web è sarà sempre più il grande competitor della tv, pensate che negli Stati Uniti, gli utenti utilizzano più Youtube che Netflix sui televisori non mi riferisco a dispositivi, come smartphone, tablet o computer.
Un miliardo di ore al giorno per Youtube
Con più di 1 miliardo di ore viste ogni giorno sui TV, YouTube sta rivoluzionando il modo di guardare la televisione, tanto da diventare anche l’applicazione di streaming video più utilizzata negli USA con l’11% del mercato, mentre Netflix si ferma al secondo posto con l’8.5%.
Continua invece in Italia, ma non solo, l’inesorabile crollo della fruizione dei quotidiani, ormai sfogliati da solo un quinto della popolazione, e si inverte anche la curva della lettura dei libri che torna a scendere dopo un periodo di ripresa, mentre risultano in crescita costante audiolibri e podcast.
Sono questi i dati del ventesimo Rapporto del Censis sulla Comunicazione, presentato nelle scorse settimane a Roma.
Da una parte quindi si conferma il protagonismo dei mezzi digitali, dall’altra si attesta la capacità di alcuni mezzi di raccogliere più di altri intorno a sé un ampio pubblico.
Tra tutti i media, come scritto in apertura, quello in grado di svolgere meglio questo compito è la tv, guardata nel 2024 dal 94,1% degli italiani.
Ad eccezione di una lieve contrazione della tv digitale terrestre (-1,8%), aumentano gli utenti di tutte le televisioni: nel 2024 la tv satellitare ha raggiunto il 47,7% (+2,6%), la web tv è salita al 58,4% (+2,3%) e la mobile tv si consolida ulteriormente con il 35,0% dell’utenza (+1,4%).
Nel 2024, quindi, il 94,1% degli italiani continua a guardare la televisione, confermandola come il mezzo di comunicazione più diffuso e trasversale.
Cresce la tv satelittare
In questo contesto, spicca un dato particolarmente interessante: cresce in modo significativo l’ascolto della televisione satellitare, sia gratuita che a pagamento.
Le piattaforme come Tivùsat e Sky raggiungono complessivamente il 47,7% dell’utenza, segnando un incremento del 2,6% rispetto all’anno precedente.
Un segnale chiaro che, accanto alla capillarità del digitale terrestre, cresce l’interesse per contenuti di qualità, spesso esclusivi, offerti dalle reti satellitari, Sky su tutte.
Il digitale terrestre, pur rimanendo centrale nell’offerta televisiva, registra un lieve calo del 1,8%.
Si tratta di un dato che, pur senza destare allarmismi, riflette il graduale spostamento di una parte del pubblico verso piattaforme più versatili, che spesso integrano l’offerta televisiva tradizionale con contenuti on demand (Netflix, Sky, Youtube), in alta definizione e con una gamma tematica più ampia.
Successo per la web Tv
A crescere sono anche le forme di fruizione televisiva legate a internet e alla mobilità.
La web tv, ovvero la visione dei contenuti televisivi tramite computer e smart tv connessi alla rete, sale al 58,4% (+2,3%). Un dato che conferma la centralità del web anche nella fruizione di contenuti video, complice l’aumento delle smart tv nelle case degli italiani e l’ampia diffusione delle piattaforme di streaming.
Anche la mobile tv, cioè la televisione vista su smartphone e tablet, si consolida raggiungendo il 35% dell’utenza, con un aumento dell’1,4%. Un segnale della crescente abitudine a consumare contenuti audiovisivi in mobilità, in ogni momento della giornata, e non più legati esclusivamente al divano di casa.
La radio dimostra di tenere, grazie alla sua capacità di ibridazione che si conferma anno dopo anno (i radioascoltatori sono il 79,1%). L’autoradio resta la modalità più seguita dagli italiani (68,9%).
Crescono il web e i social network
Nel 2024 si è confermato solido l’impiego di internet da parte degli italiani con il 90,1% (+1,0% rispetto al 2023) e si evidenzia una sovrapposizione con quanti utilizzano gli smartphone (cresciuti dell’1,2%, hanno raggiunto l’89,3%).
Crescono ancora i social network, che nell’ultimo anno fanno un balzo in avanti, passando dall’82,0% all’85,3% (+3,3%).
Tra i 14 e i 29 anni si consolida l’impiego delle piattaforme legate all’immagine.
Il 78,1% dei giovani, infatti, dichiara di utilizzare Instagram, il 77,6% è utente di YouTube, il 64,2% sceglie TikTok (contro il 35,4% della popolazione totale).
Quotidiani cartacei a picco
Incontrovertibile, d’altra parte, la crisi dei media a stampa, a cominciare dai quotidiani cartacei che, nel 2024, hanno toccato il picco minimo di lettori con il 21,7% (-45,3% dal 2007).
Si registra anche una contrazione dei lettori dei settimanali (-2,2%) che arrivano a 18,2%, mentre i mensili restano stabili (16,9%).
Stabilità per gli utenti dei quotidiani online: sono il 30,5%, mentre seguendo la tendenza generale per la ricerca di contenuti salgono del 2,9% quanti utilizzano i siti web d’informazione (passati dal 58,1% al 61,0%
Telegiornali, Google, Siti Web per informarsi
Torna negativa la curva dei libri.
Nel 2024 si arresta il trend in crescita riguardante i libri: i lettori di libri cartacei, che erano il 45,8% nel 2023, scendono del 5,6% arrivando a quota 40,2%.
Nonostante il rapporto ormai imprescindibile che hanno gli italiani con il mondo digitale e la tecnologia, non si sbloccano gli e-book, fermi al 13,4%.
Per quanto riguarda le fonti di informazione, da segnalare che secondo il rapporto Censis quelle più utilizzate dagli italiani sono i telegiornali (47,7%), Facebook (36,4%), i motori di ricerca su internet (23,3%), le televisioni all news (18,9%) e i siti web di informazione (17,2%).
La crisi degli influencer
Si registra, qualcuno dice finalmente, la prima crisi degli influencer e personalmente mi auguro che questo determini un ridimensionamento atto a privilegiare la creazione di un minor numero di contenuti ma di qualità proposti solo da attori credibili.
Secondo il rapporto del Censis, il 71,2% della popolazione afferma di non aver mai seguito gli influencer (tra i più giovani questo dato scende al 51,4%).
Il 34,4% dei 14-29enni dichiara di aver cambiato atteggiamento verso i macro-influencer a seguito del coinvolgimento della più celebre di tutte le influencer, Chiara Ferragni, nell’ambito del Pandoro Gate.
Gli italiani, infine, sono divisi sulla libertà d’espressione sui social.
Il 55,9% condivide l’opinione in base alla quale i social media dovrebbero permettere ai propri utenti di esprimersi liberamente, senza restrizioni se non minime.
Sul versante opposto, il 40,4% considera necessaria l’introduzione di limiti alla libertà di espressione.
